Data: 30/04/2014 - Anno: 20 - Numero: 1 - Pagina: 13 - INDIETRO - INDICE - AVANTI
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IL MEDITERRANEO SPAZIO PLURALE |
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Letture: 1961
AUTORE: Vittorio Bonacci (Altri articoli dell'autore)
Il Mediterraneo un mare circondato da terre e una terra bagnata dal mare. un mare tra le terre, e queste terre sono racchiuse in tre continenti: Europa, Africa e Asia. Per i Romani era il Mare nostrum: la potenza di Roma repubblicana e imperiale tocc tutte le regioni affacciate sul Mediterraneo. Lintera regione considerata la culla delle pi antiche civilt del Pianeta nonch teatro della storia e della civilt occidentale. un bacino antropologico che contiene pi di tre millenni di civilt differenti, unificati da un mare comune. Il Mediterraneo un toponimo evocativo di eventi memorabili e di suggestioni fascinose; un mondo sovranamente ricco di cose belle, ignote, problematiche e divise, in cui si intrecciano radici polimorfe e rotte diverse. In esso si sovrappongono le immagini dellisola e del lago, immagini vibranti che assestano e sistemano, sussultano e sprigionano: un mare grande che lascia salire dal profondo le sue molteplici opposizioni. Nel corso della storia il Mediterraneo sempre stato teatro di eventi, di antagonismi, di travasi culturali e incroci demografici. La cultura greca e latina si intrecciata con quella giudaico - cristiana e con la tradizione coranica dellIslam. Larea del Mediterraneo stata percorsa e divisa da alcune tra le pi grandi contrapposizioni culturali della storia: Oriente contro Occidente, democrazia contro tirannia, Cristianesimo contro Islam, sviluppo contro arretratezza, capitalismo contro comunismo. Paradossalmente le caratteristiche peculiari del Mediterraneo sono proprio quelle che lo contrappongono, secondo un modello dicotomico, al resto del Nord dellEuropa. Ai Paesi del Mediterraneo vengono attribuiti sistemi politici basati sul clientelismo e il patronage, contro la democrazia del Nord. Tuttavia c un elemento che unifica e distingue larea mediterranea da ogni altra area geografica: la presenza di un ambiente naturale che, con i suoi quarantaseimila chilometri di costa, favorisce le comunica zioni umane lungo le sponde marine cui si accompagna la singolarit orografica con un clima temperato che configurano lintera regione come spazio ecologico in cui insiste una vegetazione lussureggiante: la vite, lulivo, gli agrumi, oltre alla rinomata macchia mediterranea. In definitiva le regioni mediterranee presentano una fitta rete di tratti comuni, legate alle comuni condizioni ambientali e alla frequenza dei contatti e degli scambi. Per cui il Mediterraneo assume i connotati di una geografia plurale formata da persone, luoghi, storie e culture che interagiscono e fanno emergere tratti comuni e caratteristiche unificanti e distintive. Le onde si agitano in superficie mentre il fondo resta tranquillo. Questi tratti comuni e irregolari consentono di definire unarea culturale e ununit antropologica omogenea e distintiva? Secondo una scuola di pensiero la risposta s: il Mediterraneo si pu considerare come unarea omogenea aperta allintercultura. Ma c anche chi vi individua contesti differenziati: Europa, Magreb, Medio Oriente. Da questa divergenza discendono profonde implicazioni epistemologiche e politiche. Il Mediterraneo esprime unidentit plurale, multidimensionale e meticciata che scaturisce da prospettive incrociate e civilt accatastate. proprio il pluralismo delle tante culture che ha dato vita alla civilt mediterranea. Queste peculiarit hanno preservato nel tempo lunit e lidentit del Mediterraneo, resistendo alle sfide provenienti dai grandi spazi oceanici e continentali. Negli ultimi tempi ha fatto irruzione nellarea del Mediterraneo un fenomeno inedito in gran parte nel passato: esploso un massiccio movimento migratorio dai bacini meridionali e musulmani verso la sponda continentale. Le vecchie potenze coloniali sono investite da un flusso migratorio che lEuropa percepisce come invasione e minaccia alla sua integrit, inducendo una posizione difensiva e di chiusura. Viene da chiedersi se oggi, come nel passato, si ripropone lo schema dello scontro di civilt tra le due sponde del Mediterraneo. In questo scenario si generano forti tensioni, aggravate dal fatto che alcuni movimenti politici immaginano lunificazione del mondo attorno ai valori dellOccidente assunti come universali e universalizzabili. Da qui le guerre umanitarie nei Balcani e quelle preventive in Asia e in Medio Oriente. A tal proposito occorre ricordare la recente iniziativa della Francia che ha lanciato il progetto della Unione per il Mediterraneo, intesa come Alternativa mediterranea, teorizzata allinizio del secolo scorso dallo studioso belga Henry Pirenne (1862 1935) e pi recentemente dal sociologo francese Fernand Braudel (1902 1985). Per scongiurare pericolose involuzioni storiche e il ripetersi di accadimenti funesti, che la cronaca quasi ogni giorno ci racconta, occorre vivere questa pluralit non come minaccia ma come spazio in costante mutamento in cui si pu rielaborare il senso di appartenenza e di solidariet. Lauspicio che la pluralit culturale e antropologica, che nellarea mediterranea si sta amplificando e rimescolando con il flusso migratorio, venga interpretata e vissuta, dai Paesi continentali che vi gravitano, come una risorsa strategica che si offre in un luogo di cooperazione privilegiata con lintento di ricreare le condizioni propizie per uno scambio equilibrato e rinnovato. Cos facendo si realizza uno spazio di mediazione e di neutralizzazione degli opposti fondamentalismi. Si tratta, in questo senso, di riannodare i fili della storia del Mediterraneo per recuperare i tesori sepolti sotto il mare e per ritrovare i tratti pi significativi delloriginalit culturale della civilt mediterranea.
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